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Ponte Vecchio

Nel punto in cui la strada si dirama verso il vallone di Mugniva, dal 1946 un monumento ricorda i combattimenti che si svolsero nel corso di rastrellamenti condotti da nazifascisti contro le bande partigiane della zona nell'ambito dell'operazione Sperber.

Il 21 marzo una colonna tedesca, raggiunto l'abitato di Bagnolo, investì la zona del Montoso contemporaneamente ad un attacco condotto risalendo la Val Luserna verso Rorà con l'intento di accerchiare le formazioni partigiane costituite da squadre della 105° brigata Garibaldi. Il passaggio dei mezzi corazzati fu bloccato dalle mine fatte brillare dai partigiani, gli aggressori allora tentarono di salire verso la Bordella, sulla destra del vallone, aggirando le rocce che incombono su Ponte Vecchio, dove incontrarono una forte resistenza. Il combattimento continuò per tutta la giornata, al termine della quale il comandante Mario Abruzzese, Romanino, con il suo gruppo ripiegò verso Rorà e la Galiverna. Ripreso il combattimento il giorno successivo, data la sproporzione delle forze e la scarsità di munizioni, venne operato un graduale sganciamento verso la vicina Valle Infernotto, operazione che durò tutta la notte del 23 marzo. Un gruppo di 40 partigiani fu avvistato sulle pendici del Monte Frioland e fatto prigioniero: gli uomini vennero interrogati e torturati, poi fucilati nei giorni successivi al Pian del Lot a Caluso.