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Percorso 2 - Angrogna

Il percorso in sintesi

  • Località toccate: Pra del Torno - Ponte della Lausa (914 m) - Coucetta - Ramà - Palai - Embergeria - Bec (1444 m) - Sap (1408 m) - Pra del Torno
  • Dislivello: 530 m
  • Difficoltà: E
  • Tempo: 4 ore

Accesso

Dal Parcheggio / area di sosta / pic-nic di Barma Fredda scendiamo verso Pra del Torno passando sotto il grazioso cimitero comunale e l'imponente roccia dove è stato edificato nel 1876 il Tempio Valdese che domina la valle.

Scheda

Si prende stradina a destra che passa nel paese fino alla chiesa cattolica (dedicata alla Madonna delle Grazie), da qui si scende seguendo il sentiero che accompagna la strada sulla destra e si arriva in località Eyssart, passando sotto una grossa struttura utilizzata come colonia. Scendendo sulla strada asfaltata, dopo qualche metro sulla destra si attraversa il ponte della Lausa e si prosegue sull'antico sentiero che sale in mezzo ai boschi. A sinistra una deviazione porta ai casolari della Lausa, abitati tutto l'anno. Qui si possono ancora vedere i terrazzamenti utilizzati un tempo per le coltivazioni. Si prosegue in salita sul sentiero principale, si attraversa il bosco d'Dare e si giunge al casolare della Coucetta, dove si trovano ancora un bellissimo forno per la cottura del pane e una fontana.

Il sentiero conduce poi alla Ramà e quindi ad un bivio: a sinistra si giunge a Palai, dove c'è una casa costruita sotto una caratteristica roccia dalla punta aguzza, un tempo chiamata Roccia della Gheisa. Il luogo fu teatro di vicende ai tempi delle persecuzioni dei valdesi, e nel casolare trovarono rifugio alcuni partigiani nel periodo della resistenza.

Verso la metà di novembre 1943 il gruppo del Sap sotto la guida del "Capun" (Antonio Prearo) si trasferì dal Sap al Palai, luogo di più difficile accesso e quindi più sicuro, che divenne la sua sede definitiva. Il gruppo del Sap era un gruppo eterogeneo che accomunava laureati, ragazzini della "microcriminalità" di Porta Palazzo, stranieri. Lì salivano "il Bove" (Lo Bue Francesco), il parroco di Pra del Torno, (Don Antonio Lantarè), il pastore del Serre (Aime Edoardo), amici dei partigiani. Il comandante " Poluccio" Favout Paolo parlando del gruppo del Sap nell'intervista dice: "C'erano gli intellettuali ebrei. Le loro postazioni erano quattro pietre e noi li consigliavamo di ripararsi, perché faceva freddo, pioveva. La gente di campagna sapeva aggiustarsi ma loro‚Ķ. Erano bravi ragazzi, ma poco dotati di senso pratico". Secondo Prearo erano bravi solo a discutere. Vivide sono le sue pagine che descrivono la dinamica dei due gruppi "avversi", gli intellettuali ed i ragazzini, e sottolineano l'eterna diatriba tra lavoro manuale e lavoro intellettuale, tra esperienza dei vecchi e supponenza dei giovani. Nei primi giorni di novembre il gruppo noto anche con l'appellativo di "Banda Rosselli", ebbe la visita di Jacopo Lombardini, che così lo descrisse: " È la Banda con la quale noi del Bagnou scambiamo segnali tre volte al giorno, naturalmente quando la nebbia lo permette.... La Banda è formata da ventun uomini e dispone di un unico dormitorio, e cioè di uno strato di fieno su di un impiantito sconnesso di legno. Mura senza intonaco e quasi senza calce; dal tetto filtra la pioggia; gli uomini per coprirsi dispongono di una o due coperte."

Di fatto tutti i ribelli del Sap lottavano fianco a fianco contro la fame, il freddo, la fatica... e mugugnavano, però erano pronti quando si trattava di lottare contro i nemico. Infatti ebbero un ruolo importante nel primo assalto alla caserma di Bobbio, perché costituirono un blocco contro i rinforzi provenienti da Pinerolo ponendo un ruvido e gigantesco tronco di castagno di traverso sulla strada ai Chabriols e difendendo a lungo la loro posizione. Contribuirono con la loro "emigrazione" in val Germanasca, condotti da Gambina, a far nascere anche in quelle zone la "Resistenza" sotto la guida di Favout e Costantino.

Si riguadagna il sentiero principale e si continua verso l'Embergeria, dove si trova un caratteristico alpeggio, frequentato nel periodo estivo, che domina il territorio di Pra Del Torno. Oltrepassate le case, una mulattiera prosegue a sinistra vero le borgate di Sappè e Barfè e a destra partono due sentieri: uno più alto va verso l'Alpe della Sella, il nostro quello più in basso, porta al Bec e quindi al Sap, località frequentata dalle bande partigiane.

Dal Sap si può seguire la strada sterrata che scende a Pra del Torno oppure il sentiero che porta a Ariai (Riaglio) all'Eissartet e quindi al ponte di Barma Fredda Pra del Torno.